Natumia
Naming
Nell’estate del 2020, la biologa nutrizionista Simona Spoto crea un brand di tisane depurative alla frutta. Il suo pubblico è fatto di donne attente alla propria salute, sensibili alla dieta alimentare, desiderose di mantenersi in forma o tornare in linea.
C’è tutto: ingredienti, idee chiare sui gusti delle bevande, un mercato di riferimento definito. Ma manca nome, logo, packaging. Un vestito unico e irripetibile.
Così, entra in gioco Diacomm Studio per dare forma al branding, e io esco fuori gli arnesi del naming.

Fiorisce Natumia
Per raccontare la purezza del prodotto e i suoi benefici sull’organismo, scelgo la “natura” come concetto centrale del naming, e inizio a viaggiare per i suoi rami semantici.
Mi rendo conto che il nome delle tisane avrebbe dovuto comunicare, con forza, il ricongiungimento del corpo con la natura. Ed è qui che, fra tanti altri nomi, esce fuori Natumia. Neologismo che unisce le prime sillabe della parola “natura” con il pronome personale “mia”. Un gioco di unione e alterazione che esprime la proposta di valore del brand: riappropriarsi del proprio benessere naturale.
La promessa del nome
Natumia è una parola nuova ed evocativa al contempo. Fa fare al prodotto una promessa alle clienti, che poi mantiene. Perché le tisane sono naturali al 100%, e assumerle significa conquistare con gusto un’intensa naturalità per sentirsi meglio.
Questa è stata la scelta della dottoressa Spoto e delle sue clienti, in una fase di naming test che si è rivelata essenziale per conoscere il punto di vista del pubblico in target.
E adesso vai a scoprire come Diacomm Studio ha vestito le tisane Natumia. Te lo raccontano nel caso studio completo di logo e packaging.
