Brilevel
Naming
Stefano ha fondato un’azienda che distribuisce detergenti e disinfestanti per la cura di spazi pubblici e privati. Si rivolge al b2b, i suoi prodotti sono di altissima qualità e funzionano molto bene.
Ma sente che è tempo di rebranding. Il nome che ha scelto non è davvero unico e distintivo nel suo mercato, e non ha ancora chiara la visual identity del suo brand. Occorre ripartire da zero e farlo presto.
Prendo per mano il suo progetto e con Diacomm Studio cominciamo un’operazione di rebranding importante. Punto d’inizio? Il nome. Si parte!

Comunicare l’elemento differenziante
Il brief di partenza prometteva bene: mi è stato chiaro, sin da subito, il concetto che avrebbe guidato la progettazione del nome, ovvero il racconto.
Lavorare al naming significa, prima di tutto, scavare a fondo del posizionamento del brand. Chiedersi cos’è che lo differenzia davvero nel mercato e perché le persone dovrebbero preferirlo ad altri marchi. Questo studio è determinante nel mio lavoro, perché prepara il terreno alla progettazione dei nomi.
Così, prima di cominciare a mettere le mani in pasta fra lessemi e mind map, mi sono chiesta: come sono davvero questi prodotti? Qual è la qualità che li rende davvero unici?
Fra gli aggettivi con cui Stefano li descriveva nell’intervista di preparazione al brief, c’era “veloce”. I suoi prodotti sono veloci nell’agire, perché in pochi secondi rimuovono sporco e parassiti. Una qualità molto apprezzata dai suoi clienti: bar, ristoranti, pasticcerie, strutture ricettive, RSA, spazi pubblici. Realtà dove igienizzare in modo veloce ed efficace è indispensabile.
Veloce come… il battito d’ali di un colibrì
Dopo aver individuato nella “velocità d’azione” il concetto da cui sviluppare il naming, scelgo il metodo dell’associazione semantica per iniziare a progettare. Così mi chiedo: i prodotti di Stefano agiscono velocemente come?
Decido di ispirarmi al mondo degli animali e cercare quali sono quelli più veloci al mondo. Fra questi ce n’è uno che cattura subito la mia attenzione. È il colibrì, piccolo volatile considerato fra le specie animali più veloci al mondo, con i suoi 70 – 80 battiti d’ali al secondo.
In fase di progettazione del naming, uso parte del suo nome e conservo solo l’ultima sillaba (BRI), che coincide con le iniziali dell’aggettivo brillante, tipicamente usato nel mondo dei detergenti per la pulizia.
A questa sillaba unisco il termine inglese “level”, che vuol dire stabilizzare. Un significato che cade a pennello con l’idea di comunicare la capacità dei prodotti di stabilizzare una situazione di sporco o infestazione ostinata.
Et voilà! Nasce Brilevel
Come l’energia di un battito d’ali, prende il volo Brilevel. Un neologismo con un significato da decodificare, ma curioso e con un corpo semantico e fonetico forte.
Le consonanti liquide /l/ e /r/, infatti, sembrano evocare quel mondo legato all’acqua, alla liquidità dei detergenti, che rafforza il legame con l’identità del brand.
Se a questo aggiungiamo che, senza saperlo, il colibrì è l’animale preferito di Stefano, abbiamo fatto centro. Brilevel, fra tutte le proposte, è stato il prescelto, lasciando Stefano stupito su come sia nato, sull’architettura che ci sta dietro.
A raccontare in modo perfetto il suo significato è stato, poi, il logo design, che ha messo in risalto quel piccolo colibrì da cui tutto è cominciato.
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